Pitbà. Di sentieri, di segni e altre didascalie

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Un libro che attraversa il corpo prima ancora della pagina. Un attraversamento irregolare, febbrile, dove l’amore, il desiderio, la perdita e la memoria non danno la caccia alla consolazione ma alla verità. Francesco Serpico scrive come se camminasse su un terreno instabile: inciampando, arretrando, ripartendo. Materia viva, carnale, attraversata da una lingua che mescola lirismo e frattura, tenerezza e ferocia, confessione e visione. Le immagini si accendono e si consumano come lampi: il mare, la casa, il corpo amato, l’infanzia, la città, la madre, il sesso, la paura di restare e quella di andare. Una mappa senza coordinate certe: ogni poesia è una soglia, un appunto lasciato ai margini dell’esperienza, un gesto che tenta di trattenere ciò che per natura sfugge, ovvero l’amore, il tempo, l’identità. Un libro che non cerca equilibrio ma intensità. Che non addomestica il dolore, ma lo ascolta. Che non promette salvezza, ma presenza. Poesia per chi accetta di perdersi, per chi riconosce nella fragilità una forma di coraggio, per chi sa che scrivere, oggi, significa esporsi, fino dentro le viscere. TIRATURA LIMITATA DI 500 COPIE NUMERATE E FIRMATE DALL’AUTORE. PREORDINA LA TUA COPIA, DISPONIBILE DAL 06-03-2026.

Autore: Serpico Francesco

Editore: Colonnese

Collana: Varia

Anno pubblicazione: 2026

Peso: 220 gr

Altezza: 235 mm

Larghezza: 160 mm

Spessore: 11 mm

Pag: 192