TESTAMENTO FORENSE

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In-16°, due tomi divisi in due volumi, leg. coeva in piena pelle decorata ai piatti e all’unghia con fregi dorati, altresì al dorso con tasselli in due colori, titolo e indicazione del tomo in oro, sguardie gialle maculate di bordeaux, pp. 287, 306 fior. sparse dovute alla qualità della carta; liev. e superficiali tracce di xilofag. alle leg. ma stab. Discreto esemplare. Al frontespizio manca attribuzione dell’autore perché la volontà era di pubblicarlo in forma anonima, anche se già dall’inizio tutti sapessero che il testo era da attribuire all’importante magistrato Galanti. Opera postuma, il “Testamento forense” è una spietata analisi critica e sociologica del sistema giudiziario del Regno di Napoli alla fine del Settecento. Galanti, che aveva svolto la professione a Napoli per nove anni e ricoperto la carica di consigliere di Stato, usa la metafora del “testamento” per lasciare alle generazioni future le sue ultime volontà di riforma per una giustizia più umana, snella ed equa. L’opera simula in tutto e per tutto un atto notarile ed è divisa in capitoli chiamati Codicilli.Particolarmente famoso è il Secondo codicillo, che contiene un vero e proprio elenco storico e critico dei più importanti scrittori forensi e giuristi del Napoletano. Galanti esamina i contributi dei suoi predecessori per tracciare una storia del pensiero giuridico meridionale, isolando i modelli positivi da quelli deleteri. L’opera viene annoverata come uno dei testi chiave dell’Illuminismo giuridico italiano, fondamentale per chiunque voglia studiare come la crisi del sistema legale abbia poi spalancato le porte alle riforme del decennio francese a Napoli. RARO, DIRITTO, SCIENZE GIURIDICHE, REGNO DI NAPOLI.

Autore: GALANTI GIUSEPPE MARIA

Editore: PRESSO ANTONIO GRAZIOSI

Luogo pubblicazione: VENEZIA

Anno pubblicazione: 1806

Peso: 1800

Altezza: 200 cm

Larghezza: 144 cm

Spessore: 60 cm